Si è conclusa a Oristano la quinta edizione di “Peace Please – Economia della Pace”, la quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da Legacoop Sardegna e Dromos Festival, che dal 25 al 27 giugno ha riunito istituzioni, mondo cooperativo, università, esperti, artisti e cittadini in un percorso di riflessione dedicato al ruolo della cooperazione nella costruzione di un’economia di pace. L’edizione 2026, inserita anche nel calendario delle celebrazioni per i 140 anni di Legacoop, ha scelto di affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra sviluppo, cooperazione e nuovi equilibri geopolitici, attraverso tre giornate di incontri, dibattiti e spettacoli.
Ad aprire il festival, nel Chiostro del Carmine, è stata una giornata dedicata al tema dell’economia della pace. Dopo i saluti istituzionali e l’intervento introduttivo del Vice Presidente nazionale di Legacoop Claudio Atzori, il confronto è proseguito con la relazione di Catiuscia Marini e la tavola rotonda che ha visto protagonisti, tra gli altri, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, l’ex Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, Mario Raffaelli, autore del volume “Si fa presto a dire Pace”, Ignazio Angioni, presidente di Legacoop Sardegna, Veronica Camerada, docente dell’Univesità di Sassari, e Piero Comandini, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna. Il dibattito è stata un’occasione per approfondire il contributo che l’economia sociale e cooperativa può offrire nella costruzione di modelli di sviluppo fondati su inclusione, sostenibilità e dialogo. Nel corso della serata sono state inoltre consegnate le targhe alle imprese cooperative più longeve e sostenibili. La prima giornata si è conclusa al Teatro Garau con lo spettacolo “Mi chiamo Andrea, faccio fumetti”.
Il secondo appuntamento del Festival ha spostato l’attenzione sugli scenari internazionali. La relazione del geopolitico Dario Fabbri, direttore della rivista Domino, ha offerto un’analisi sugli attuali equilibri mondiali e dei conflitti in corso, approfondita successivamente nel dialogo con il presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini. A seguire, la tavola rotonda dedicata al tema “Cooperare per la pace” ha coinvolto rappresentanti del mondo cooperativo, delle istituzioni, dell’università e della ricerca, confermando il valore della cooperazione come strumento di coesione sociale e sviluppo.
In serata il Festival è uscito dagli spazi del Chiostro per incontrare la città in Piazza Duomo con “La pace siamo noi”, uno spettacolo che ha intrecciato musica e parole grazie alle esibizioni di Piero Marras, Carla Denule, dei Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu e del gruppo 4/4 D’Autore, trasformando il tema della pace in un momento di condivisione collettiva.
L’ultima giornata ha posto al centro le nuove generazioni, riconoscendole come protagoniste indispensabili nella costruzione di una società più giusta e inclusiva. Il programma si è aperto con la presentazione del libro “Sandro Pertini” di Gianluca Scroccu, seguita dall’illustrazione della ricerca del Forum Disuguaglianze e Diversità dedicata alle preoccupazioni e alle aspettative dei giovani tra i 17 e i 19 anni. I successivi momenti di confronto hanno affrontato il ruolo delle comunità locali, del lavoro, della cooperazione, del volontariato e del servizio civile nella promozione della cultura della pace, con la partecipazione di rappresentanti di Generazioni, Legacoop, CGIL, ANCI Sardegna, Forum del Terzo Settore e del mondo cooperativo, tra cui la cooperativa sarda Warfree, impegnata sui temi della pace e della sostenibilità.
A chiudere il Festival è stato il concerto di Daniele Silvestri, che ha richiamato in Piazza Duomo un pubblico numeroso con la tappa del suo “Canzoni a sdraio Tour 2026”, suggellando tre giornate in cui approfondimento, partecipazione e cultura hanno dialogato costantemente.
Con questa quinta edizione, “Peace-Please”, il Festival ha confermato la propria identità di spazio di confronto sui grandi temi del presente, mantenendo saldo il legame con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con i valori della cooperazione: pace, inclusione, sostenibilità e partecipazione.
Un percorso che Legacoop Sardegna continuerà a promuovere, nella convinzione che anche attraverso l’economia cooperativa sia possibile contribuire alla costruzione di comunità più forti, coese e capaci di affrontare le sfide del futuro.