OSS: incomprensibili decisioni della Regione sulla formazione
OSS: incomprensibili decisioni della Regione sulla formazione

Pubblichiamo il comunicato emesso dall’Assessore delle politiche sociali del Medio-Campidano a riguardo di una singolare decisione della Regione in tema di formazione degli OSS. Legacoop del Medio Campidano ha espresso la contrarietà della cooperazione sociale.

“Nel mese di dicembre 2009, la Provincia del Medio Campidano, nell’ambito delle competenze attribuite dalla L.R. 9/2006, ha proposto una rimodulazione del Piano formativo 2008/2009 in coerenza con le esigenze espresse dal territorio.

Sulla base di quanto contenuto nei documenti di rilevazione elaborati per la stesura dei piani formativi relativi agli anni 2008/2009 e 2009/2010 e rispondendo ai bisogni espressi in particolare dai Comuni e dal Terzo Settore, la Provincia del Medio Campidano ha richiesto due edizioni del corso per Operatore Socio Sanitario (OSS).

La Regione, cui spetta il compito di approvare il Piano della Formazione Professionale, ha, invece, modificato quella proposta sostituendo i corsi per OSS della durata di 1000 ore con “Addetto alle operazioni di assistenza della persona di tipo igienico, sanitario, relazionale e sociale” di 900 ore.

Detta figura, seppure risulta inclusa nel repertorio delle figure professionali che la RAS ha mutuato dalla Regione Toscana attraverso un Protocollo d’Intesa (DGR n.27/30 del 17/07/2007), non è quella prevista dall’Accordo Stato/Regioni, seduta del 22 febbraio 2001, che prevede la Figura Professionale di Operatore Socio-Sanitario.

Come facilmente riscontrabile nel documento di cui al Repertorio atti n.1161 del 22/02/2001, l’accordo prevede,infatti, che:

“E’ individuata la figura dell’operatore socio-sanitario. L’operatore socio-sanitario è l’operatore che, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a: a) soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario; b) favorire il benessere e l’autonomia dell’utente…… I corsi di formazione per Operatore socio-sanitario avranno durata annuale, per un numero di ore non inferiore a 1000..”
Relativamente alla formazione, lo stesso accordo, all’art.2, prevede che questa sia compito delle Regioni, sulla base del proprio fabbisogno annualmente determinato.
Non si riesce a comprendere, in primo luogo, la ragione per la quale l’Assessorato Igiene, Sanità e Assistenza sociale, abbia negato l’autorizzazione ai due corsi di OSS adducendo la motivazione che nel territorio della nostra provincia non ci sia la necessità di formare tali operatori. In tal modo ha disatteso il disposto dell’art.75 della L.R. 9/2006, nonché dell’art. 7 della L.R. 23/2005 che attribuisce alle Province, nell’ambito dell’azione di coordinamento, il compito di integrare le politiche sociali, socio-sanitarie e sanitarie con le politiche di propria competenza: in particolare le politiche attive del lavoro, della formazione e dell’istruzione.
Conseguenza del diniego è stata la sostituzione dei corsi di OSS con quelli di “Addetto alle operazioni di assistenza della persona di tipo igienico, sanitario, relazionale e sociale” da parte dell’Assessorato al Lavoro e alla Formazione professionale della RAS.
A questo punto sorge il dubbio di trovarsi di fronte alla solita programmazione fatta da dietro le scrivanie degli uffici regionali e non, come dovrebbe essere, consultando il territorio e quindi dal basso. Preoccupa molto constatare di essere tornati indietro nel tempo, quando a decidere i corsi erano gli Enti di formazione. Crediamo, invece, che compito della pubblica amministrazione sia quello di anteporre gli interessi collettivi, a quelli personali o di particolari categorie. Non vogliamo renderci complici di un bluff che si consuma sulla pelle di tanti giovani disoccupati che guardano con fiducia e speranza ai corsi professionali. E personalmente, non mi sento di ingannare le aspettative di quanti, iscrivendosi a quei corsi, sperano in un futuro lavorativo. Dispiace dover sottolineare il rischio che ancora una volta si torni a fare formazione giusto per fare, senza però essere adeguatamente capaci di rispondere ai bisogni delle persone, creando inoltre l’illusione di poter acquisire un titolo che di fatto non sarà spendibile nell’ambito dei servizi sociali e socio- sanitari e sanitari della Sardegna o di altre regioni d’Italia.

Con la presente chiediamo formalmente di provvedere alla sostituzione dei corsi per “Addetto alle operazioni di assistenza della persona di tipo igienico, sanitario, relazionale e sociale” con i corsi OSS precedentemente richiesti.


Cordiali saluti
L’Assessore Rossella Pinna”

 

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