Macomer, carcere adeguato per gli arrivi da Guantanamo
Macomer, carcere adeguato per gli arrivi da Guantanamo

Macomer. Oltre ai 24 reclusi islamici nel braccio As2 potrebbero arrivare tre terroristi provenienti dalla struttura statunitense nell’isola di Cuba.

Il carcere macomerese è adeguato per ospitare detenuti “speciali”. È quanto emerso dopo la visita, questa volta, addirittura del numero due del Dipartimento dell’a mministrazione penitenziaria, Sebastiano Ardita arrivato, ieri in città direttamente da Roma insieme al provveditore della Sardegna Francesco Massidda per rendersi conto personalmente dei problemi infrastrutturali e di organico della Casa circondariale di Macomer. E ciò potrebbe aprire la strada al temuto arrivo di tre reclusi islamici provenienti dal carcere di Guantanamo.


L’alto funzionario del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, diretta da Franco Ionta, è stato ricevuto da Pierluigi Farci, direttore del carcere di Oristano, che sostituisce Giovanni Monteverdi in questo periodo, e dal comandante degli agenti, Gianpiero Longu. Ad attendere Ardita e Massidda anche il sindaco di Macomer Riccardo Uda, col vice Giovanni Biccai e l’Assessore ai servizi sociali Sergio Masia. La delegazione è arrivata alle 14,30 e, senza rilasciare dichiarazioni, si è infilata subito dentro il carcere.


Riccardo Uda, rientrato nella mattinata di ieri dalla Capitale dove aveva incontrato proprio Ardita, prima di entrare ha detto: «Ieri a Roma mi è stata confermata la presenza di detenuti islamici all’i nterno del carcere: 24 a fronte di una popolazione carceraria composta da una novantina di detenuti». Il braccio As2, secondo quanto emerso, sarebbe idoneo ad ospitare detenuti “speciali” perché rispondente ai requisiti di sicurezza previsti, e il braccio in questione può contenerne fino a 27. E questo era il numero che circolava fino a qualche giorno fa. Il dato, se confermato, potrebbe essere preludio all’arrivo dei famigerati 3 terroristi dalla prigione di Guantanamo.


Esattamente quello che si cerca di evitare. La settimana scorsa il presidente della Commissione regionale diritti civili, Silvestro Ladu, dopo la visita effettuata alla struttura macomerese, aveva detto che la Regione si sarebbe opposta in ogni modo per evitare che detenuti “speciali” arrivassero a Macomer perché la città e il suo territorio non avevano necessità di aggiungere altri problemi a quelli esistenti. Invece, stando alle poche informazioni trapelate dopo la visita di Ardita e Massidda, pare confermata la volontà governativa di fare della Casa circondariale di Macomer un carcere di massima sicurezza. «Se a Macomer esistono strutture idonee per certi scopi – ha concluso Uda – sarebbe opportuno che anche le altre (scuole, aree verdi e edifici pubblici) fossero rese idonee con adeguati finanziamenti da parte dello Stato».


Altro fatto importante da registrare riguarda il personale in servizio nel carcere, ritenuto troppo esiguo. La richiesta di incremento dell’organico di qualche decina di unità avrebbe avuto il parere favorevole anche dal provveditore regionale. (30 luglio 2009)

 

La Nuova Sardegna

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